Commento di Barbara Rotta
          Tuffarsi nel vortice energetico e vitale del mondo é l'urlo di passione per il colore di Attilio Lauricella.
        Una ricerca profonda del reale che muta nella sua pura essenza attraverso la trasformazione e la trasfigurazione dell'oggetto in istanti geometrici che coprono tutta la superficie del supporto in un movimento continuo, dinamico,inalterato, dove tratti e linee più sinuose o curve tendono a colmare il senso e l'andamento dell'intera composizione.
        Figure geometriche pure, che vengono ripetute all'infinito, come triangoli, sottendono un cosmo in evoluzione.
        Il colore genera strutturalmente il significato della vita rappresentata:il rosso, il verde ed il giallo sono catturati dal segno e dal gesto dell'artista, che scompone che scompone i suoi universi all'insegna dell'unità dell'opera.
        L'equilibrio geometrico per il regolare viene rivissuto e respirato nel ciclo rappresentativo senza incertezze, la ripetizione incessante ed assidua trova il suo rapporto dimensionale in un flusso che corre parallelamente al dato emozionale.

         Il fruitore é avvolto dall'anima vitalizzante e totalizzante della complessità artistica.
        L'informale di Lauricella e'' come uno spazio sgranato all'infrarosso, o quando si osserva un cristallo visto controsole,si scopre la materia nella sua essenza: dalla trasparenza all'arcobaleno,e più si penetra il particolare, più si avvicina a tutte quelle particelle e molecole che compongono l'universo nei propri cicli vitali, anzi energetici, quelli che appartengono al divenire artistico di Attilio.

        Emozione, sorpresa e stupore implicano una doppia sospensione momentanea: da una parte quella del firmamento lauricelliano, che ruba attimi al reale, poi filtrato dalla propria vena artistica, e dall'altra dell'osservatore, che si trova attonito in campi di colore e geometria fugacemente orchestrati.
        Anche la ricerca dei materiali per le installazioni non tradisce il senso e il carattere creativo dell'artista, che approda sulle rive della luce, rendendo ancora più vitali le proprie composizioni.
        Geometria, colore e luce vivono in una costante simbiosi di movimento, che non avrà mai una fine, segnando cosÌ il passaggio da un'opera all'altra nel racconto infinito e di non morte dell'arte di Attilio.


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